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"FANES" -Dolasilla guerriera cm 100x100 olio su legno 2008


DOLASILLA (Principessa guerriera dei Fanes)
I testi sono tratti dal libro: "L'anima delle Dolomiti" di Carlo Felice Wolff, Cappelli Editore, (Bo)

Nelle Dolomiti settentrionali , fra Marebbe e Landro, si estende un grande e impervio territorio, mal conosciuto, che già un vecchio autore, pur ignorando le leggende locali, assomiglia a una città incantata.
A quel tratto delle Dolomiti è legato l'antico nome di Fanes o Fanis: nome tuttora inesplicabile, se non per la leggenda, la quale narra di uno splendido regno sulle montagne, che aveva lassù i suoi villaggi e i suoi campi.
Il paese si chiamava Fanis, gli abitanti Fanes. Il castello reale, roccaforte e dimora dei loro principi, doveva essere situato nella parte meridionale delle Cunturines. In origine i Fanes erano gente pacifica, a tal punto da essere chiamati “Marmotte”, per l'abitudine che avevano di rifugiarsi nel cavo dei monti ogni volta fossero minacciati da assalti nemici.
Ma l'ultimo dei loro re fu guerriero, diede al suo popolo la gloria delle armi, e le sue conquiste segnarono il massimo splendore del regno.
Il periodo delle grandi vittorie fu seguito da un tempo meno fortunato, durante il quale i Fanes furono assaliti e sconfitti da altri popoli. La loro storia terminava con la loro distruzione e la fine del regno.
Che quella zona abbia avuto un significato particolare, lo prova l'antico santuario sull'Armentara, dal quale prende il nome il Sasso della Croce.
Può darsi che la chiesa cristiana sia sorta sopra un luogo di culto pagano, poiché uno dei torrenti che scorrono nelle vicinanze si chiama Fles: probabilmente un'antica parola illirica che significa Luogo di sacrificio o Luogo sacro.
Il ciclo leggendario del Fanis potrebbe dunque avere avuto origine nella remota antichità retica. Esso collega lontane tradizioni storiche, che risalgono verosimilmente agli Illiri e agli Etruschi con elementi della poesia di caccia, nella quale gli animali selvatici pensano e parlano come uomini; e sul princip del medioevo adotta motivi tratti dalla vita di corte.
Questi diversi elementi hanno formato un organismo complesso e multiforme, al quale il luminoso paesaggio delle Dolomiti, facendogli da sfondo e da cornice, dà meraviglioso risalto.
Piene degli incanti e dei prodigi della leggenda sono la valle di Rudo, la val Travenànzes, le acute guglie delle Antruilles, le pareti color sangue della Croda Rossa; e, profondamente incassato nelle montagne settentrionali di Fanis, il romantico Lago di Braies, dominato dalla poderosa Croda del Becco, che i ladini chiamano Sass dla Porta.
Questo nome ebbe origine da una grande porta di roccia che ora è interrata, ma che un tempo doveva dare adito nell'interno della montagna alle acque della parte meridionale del lago, le quali si introducevano così in una regione sotterranea.
Là sotto, dice la leggenda, dormono gli ultimi dei Fanes; e quando giunga il tempo promesso, essi si desteranno e usciranno alla luce del sole e faranno risorgere in tutto il suo splendore il regno dei loro avi.
Figura centrale di tutte le leggende sul tramonto del regno di Fanis è la principessa Dalasilla, figlia del re guerriero, esperta tiratrice d'arco. La storia di questa eroina veniva cantata, con frequenti ripetizioni, in strofe non rimate, le quale componevano un poema che doveva essere diviso in tredici parti. Per recitarlo tutto, i cantori impiegavano un intero giorno d'estate.





















Dolasilla e l'universo dei Fanes cm 210x100 olio su legno 2004











































Dolasilla triste cm 100x100 olio su legno 2004


Dolasilla, lo scambio dei gemelli, cm 120 x100, olio su legno 2004


Si diceva fra i popoli vicini che il regno dei Fanes era divenuto grande e potente com'era grazie a una alleanza segreta. Ed era la verità. L'alleanza esisteva realmente : essa legava il re ad un’aquila, tramite un patto, che nessuno conosceva, all'infuori del re e dei suoi congiunti… Il re fece chiamare uno scudiero e gli disse: Vedrai molte cose strane, ma non devi lasciartene sfuggire una parola con anima viva…Domani tu prenderai le gemelle e cavalcherai con loro sino ai piedi dell'Auto Nuvolàu. Quando vi sarai giunto verrà una grande aquila, che prenderà una delle bimbe e la porterà via con sé. Tu le lascerai scegliere quella che vorrà, e mi porterai indietro l'altra.

...Dolasilla seguì i nani ed essi, felici, le dissero: - Adesso il tesoro che è nel fondo del lago comincerà a fiorire.Ora moi siamo liberi dall'incantesimo che ci legava e possiamo tornare ai nostri monti nativi. Per provarti la nostra gratitudine ti regaliamo una scatola e un pezzetto di pelle.

Fattene una corazza; perchè tu diverrai una guerriera, forte e gloriosa come nessun'altra… E tieni in mente una cosa principessa: la tua corazza sarà bianca come la vetta della Marmolada, ma guardati bene se un giorno cambiasse colore! Per alcuna ragione, non andare, in quel giorno a combattere...




Dolasilla, il lago argentato, cm 60x90 x100, olio carta 2004


...Dolasilla sognò che andava cavalcando, a tarda sera, in una landa deserta. Nel passare vicino a tre nericespugli, ecco scorgeva il guerriero dall'elmo ornato di papaveri. Nella mano sinistra egli teneva un fascio di grecce d'argento e, mostrandole alla principessa diceva:- Chi di nascita è nobile e di cuore non scende con fatate armi a pugnar; figlia di re, m'ascolta, né più quei dardi usar.-Dolasilla si svegliò col cuore che le batteva forte, e raccontò il suo sogno alla regina, la quale se ne spaventò tanto che voleva gettar via subito le frecce d'argento. Ma il re rise di loro e le tranquillizzò, affermando che i sogni non voglion dir nulla...




Dolasilla,colpita a morte, cm 60x90 x100, olio carta 2004


..Ma quando la settima freccia l'ebbe colpita,
Dolasilla sentì che la vita le veniva meno.
E in quel momento supremo, ella invocò il nome di Ey de Nèt.
- O se tu al mio fianco avessi avuto
a mia difesa con il grande scudo
or non morrei. Così dicendo cadde
la guerriera dall'alto suo destriero.
Di sangue la corazza era coperta:
ed il petto squarciato da mortali
ferite avea colei che un dì nessuno
vincer poteva al lancio de li strali.
E con lei la fortuna dei Fanes precipitò,
Come un abete schiantato dal fulmine.

...Il mago dei Lastojères, cantò una canzone di scherno per il re traditore, rappresentandogli quel che aveva guadagnato con la sua perfidia;
Re senza trono te ne vai fuggiasco, non più terre possiedi e non più genti; e la tua figlia, splendida eroina, da sette frecce fu colpita a morte.
Chi valichi oggi il passo di Falzàrego, guardando verso il monte Lagazuòi, vedrebbe, sulle rocce, il re dei Fanis pietrificato con la lunga barba e con la corona di punte rocciose. E' il falso re, el fausto rego, che, dicono, ha dato il nome al passo...








































Dolasilla, Lo scudo umano, cm 120 X 120 olio su legno 2004



E qualche giorno più tardi si presentò al castello uno straniero, il quale si dichiarò capace di portare ilgrande scudo e proteggere con esso, in battaglia, la principessa; e mostrò che poteva veramente alzarlo con una sola mano, e tenerlo anche a lungo senza dar segno di stanchezza.

...tutti i Fanes ne stupirono. Fu chiesto allo straniero chi fosse: egli rispose ch'era figlio di un soldato della Pregajanis e che il suo nome era Ey de Nèt.

.…E qualche giorno più tardi si presentò al castello uno straniero, il quale si dichiarò capace di portare ilgrande scudo e proteggere con esso, in battaglia, la principessa; e mostrò che poteva veramente alzarlo con una sola mano, e tenerlo anche a lungo senza dar segno di stanchezza.

...tutti i Fanes ne stupirono. Fu chiesto allo straniero chi fosse: egli rispose ch'era figlio di un soldato della Pregajanis e che il suo nome era Ey de Nèt.


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